Percorsi per autori di maltrattamenti e violenza domestica
In alcuni procedimenti penali per maltrattamenti in famiglia, violenza domestica o di genere, la partecipazione a programmi di trattamento per autori di violenza può avere un rilievo importante sul piano giudiziario.
Per persone coinvolte in reati come i maltrattamenti contro familiari o conviventi (art. 572 c.p.) e altri reati connessi alla violenza domestica o di genere, la normativa attuale prevede infatti che, in caso di condanna – anche con patteggiamento – la concessione della sospensione condizionale della pena sia subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione e trattamento degli autori di violenza (art. 165, comma 5 c.p., come modificato dalla L. 69/2019, “Codice Rosso”).
In questo quadro, il mio lavoro come psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico può inserirsi su più livelli, sempre in collaborazione con il tuo legale e, quando necessario, con i Centri per autori di violenza (CUAV) previsti dagli accordi Stato–Regioni.
Obiettivi del percorso psicologico per autori di maltrattamenti
Il percorso è rivolto a persone che desiderano:
- comprendere in profondità la dinamica interna che sostiene i comportamenti di controllo, aggressività, umiliazione o violenza;
- lavorare su impulsività, gestione della rabbia, gelosia, controllo e dipendenza affettiva;
- riconoscere le giustificazioni interiori (“l’ho fatto perché…”, “mi ha provocato…”) che mantengono il comportamento violento;
- sviluppare una responsabilità piena rispetto a quanto accaduto, senza scaricare colpe all’esterno;
- costruire modalità relazionali più rispettose, stabili e sicure per partner ed eventuali figli;
- offrire al proprio difensore elementi psicologici concreti su cui lavorare in sede processuale o di patteggiamento (senza promesse né garanzie sull’esito giudiziario, che resta di esclusiva competenza del magistrato).
Struttura del percorso
A seconda della situazione, il lavoro può prevedere:
- colloqui individuali di valutazione (storia personale, relazioni familiari, episodi critici, funzionamento emotivo);
- utilizzo mirato di strumenti psicodiagnostici per comprendere tratti di personalità, stile affettivo e modalità difensive;
- un ciclo strutturato di incontri psicoterapeutici, centrati su:
- riconoscimento dei pattern di violenza (fisica, psicologica, economica, digitale);
- lavoro sulla responsabilità personale;
- gestione degli stati emotivi critici (rabbia, frustrazione, abbandono, vergogna);
- costruzione di modalità non violente nelle relazioni intime;
- quando opportuno, integrazione o invio a Centri accreditati per autori di violenza, per percorsi specifici richiesti dalle autorità giudiziarie o previsti da protocolli territoriali.
Rapporto con il patteggiamento e i benefici di legge
La partecipazione a percorsi di trattamento:
- può essere valorizzata dal tuo difensore nella strategia processuale;
- è spesso considerata dal giudice ai fini della sospensione condizionale della pena nei casi previsti dall’art. 165, comma 5 c.p., anche quando la pena viene applicata tramite patteggiamento;
- si inserisce nelle politiche di prevenzione della recidiva e di contrasto alla violenza domestica e di genere promosse dal “Codice Rosso” (L. 69/2019) e dai protocolli su base nazionale e locale.
È importante ricordare che:
- la definizione della strategia difensiva e l’inquadramento giuridico della singola posizione restano sempre di competenza dell’avvocato penalista;
- il percorso psicologico non sostituisce i requisiti formali e sostanziali richiesti dalla legge e dagli uffici giudiziari per l’accesso ai benefici, ma può rappresentare un tassello fondamentale nella presa in carico complessiva della situazione.
Riferimenti di legge
- Art. 572 c.p. – Maltrattamenti contro familiari e conviventi: disciplina il reato di maltrattamenti in ambito familiare e relazionale. Brocardi+2Toga+2
- Art. 165, comma 5 c.p.: per alcuni reati di violenza domestica e di genere, la sospensione condizionale della pena è subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione e assistenza degli autori di tali reati. sistemapenale.it+2tribunaledipaola.it+2
- Legge 19 luglio 2019 n. 69 (“Codice Rosso”): rafforza la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, modificando anche l’art. 165 c.p. e introducendo procedure accelerate di protezione. sulpl.it+1
- Accordo Conferenza Stato–Regioni 14.09.2022, Repertorio atto n. 184/CSR: definisce i Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV) e il loro ruolo nei programmi di trattamento rivolti agli autori di violenza domestica e di genere. Stato Regioni
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