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Successo e motivazione: una piccola antologia di aforismi

  1. Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo (Proverbio antico)
  2. La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci (Anonimo)
  3. Ci sono solo due errori che si possono fare nel cammino verso il vero: non andare fino in fondo e non iniziare (Buddha)
  4. La domanda comune che viene chiesta nel business è, ‘perché?’ Questa è una buona domanda, ma una domanda altrettanto valida è: ‘perché no?’ (Jeffrey Bezos)
  5. Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo (Winston Churchill)
  6. Noi diventiamo ciò che pensiamo (Earl Nightingale)
  7. Tra vent’anni sarai più infastidito dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri (Mark Twain)
  8. Sbagli il 100% dei colpi che non spari (Wayne Gretzky)
  9. La vita è ciò che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti (John Lennon)
  10. Sono grato a tutte quelle persone che mi hanno detto NO. E’ grazie a loro se sono diventato quel che sono (Albert Einstein)
  11. La carriera è un sentiero tracciato per voi da un’autorità esterna. Chi è veramente libero, invece, sceglie il proprio sentiero tra i boschi (Tom Hodgkinson)
  12. Sii in grado di fare più cose di quelle che stai facendo adesso. Lascia che tutti sappiano che hai delle riserve in te; che tu hai più potere di quanto ne stai utilizzando ora. Se non sei troppo grande per il posto che ora occupi, sei troppo piccolo per esso (James Abram Garfield)
  13. Cambia tre abitudini all’anno e otterrai risultati fenomenali (Anonimo)
  14. Che consiglio mi darei se dovessi ricominciare tutto da zero? Darmi una mossa (Jimmy Stewart)
  15. Le carriere, come i razzi, non sempre partono secondo il programma. La chiave sta nel continuare a lavorare sui motori (Gary Sinise)
  16. Il miglior consiglio sulla carriera da dare ai giovani è: scoprite cosa vi piace di più fare, poi trovate qualcuno che vi paghi per farlo (Katherine Whitehorn)
  17. Al mondo non ci sono che due modi di fare carriera: o grazie alla propria ingegnosità o grazie all’imbecillità altrui (Jean De La Bruyere)
  18. L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti. Come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l’avrai davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle (Steve Jobs)
  19. Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di 9.000 tiri. Ho perso quasi 300 partite. Per 36 volte i miei compagni si sono affidati a me per il tiro decisivo… e l’ho sbagliato. Ho fallito tante e tante e tante volte nella mia vita. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto (Michael Jordan)
  20. La gente quando ti dice che a quel punto non ci arriverai mai, alla fine quella persona si sta ponendo i suoi limiti, quelli sono i suoi limiti non i tuoi! E la gente si fa condizionare dai limiti delle altre persone e non prova a superare i suoi. Devi sempre tenere la testa alta e non porti i limiti degli altri, ma porti i tuoi limiti e poi superarli (Khaby Lame)
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Siamo pronti ad accogliere il talento? Matteo Guariso | TEDx Udine Salon

Quali sono le vostre riflessioni su questo tema cosi affascinante?

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SCOPRIRE IL PROPRIO TALENTO… È COSÌ NECESSARIO? un introduzione al talk di Matteo Guariso per TEDx Udine.

Talento… che termine abusato. Eppure è talmente legato alla nostra felicità su questo pianeta che è impossibile non farci i conti almeno una volta nella vita, anche per sbaglio, anche inconsapevolmente. 

Scoprire il nostro talento significa riconoscere l’abilità naturale che ci permette di svolgere qualcosa con spontaneità e in eccellenza, che magari ad altri risulta meno facile. 

Riuscire bene in qualcosa ci aiuta a guadagnare un posto nel mondo e spesso a contribuire al bene comune. Ci aiuta a tornare a casa la sera soddisfatti e desiderosi di ricominciare il giorno dopo.

In TEDx Udine abbiamo pensato che sarebbe stato bello organizzare un Salon sul talento. Così abbiamo invitato a parlarne persone che di talento ne sanno.

In attesa del primo Salon che si terrà il 24 ottobre e che vedrà speaker Enrico Galiano e Matteo Guariso, oggi facciamo qualche domanda proprio a Matteo Guariso. 

Nato a Monza nel 1967, è laureato in psicologia clinica con un master in analisi scientifica del comportamento non verbale. Da vent’anni lavora per un gruppo multinazionale nel settore test and measurement. In passato si è occupato di marketing e vendite per diverse aziende. E da sempre coltiva la passione per la fotografia.

Matteo, cosa caspita è questo talento?

Mi sono posto la tua stessa domanda. Nella storia è considerato unità di misura, moneta di scambio, un argomento legato persino alle religioni. È una possibilità di esprimerci, di vedere espresse le nostre capacità innate. Dobbiamo però riconoscerlo e per farlo dobbiamo ascoltarci nel profondo.

Ok. Dove nasce la capacità di ascoltarsi?

Dalla “sordità”. Quando ci accorgiamo di essere sordi sentiamo la necessità di ascoltarci. È pertanto necessario riconoscere prima la sordità.

A volte però ascoltarci sembra faticoso…

Ok, pensa allo sport: quando fatichi ti stanchi. Ma con la stanchezza arriva anche il piacere. Quando pratichiamo un’attività fisica che ci appaga ci sentiamo bene. Ascoltarci richiede impegno ma ne saremo ripagati con endorfine e autoriconoscimento.

È vero che coltivando un talento si rischia di scoprirne altri?

Ti porto un altro esempio: quando apro il cassetto in cerca di una cartuccia per la stilografica magari trovo la chiave di casa che mi ero perso la settimana prima; in quel momento, per me risulta più importante della cartuccia. Non ne è valsa la pena di cercare la cartuccia?

Dicono che, a volte, dietro la fatica di scoprire i nostri talenti si nasconda il timore di scoprirli. Che ne pensi?

La cecità diventa una coperta di Linus. Il Salon sarà il posto giusto per affrontare l’argomento.

Dicono anche che il successo ci faccia paura. È paradossale, non trovi?

Tutti i cambiamenti generano stress. Che siano in meglio o in peggio, comportano sempre un’uscita da un contesto a noi familiare. A volte il successo ti porta a gestire situazioni più impegnative. Ammettere di avere paura è il primo passo per lasciarla alle spalle.

Paura, rabbia, gioia.

È una triade con cui avremo a che fare durante il Salon. Da ognuna scaturisce un aspetto importante per il nostro talento. 

Matteo, dove ci porterai con il tuo intervento al Salon?

Vorrei proporre un giro in una moderna città interiore, una passeggiata per capire un po’ di più di cosa succede dentro e fuori di noi. A volte dichiararsi incapaci senza nemmeno provarci cela un perfezionismo egocentrico. A volte un legame troppo deciso con i giudizi esterni. In ogni caso, è sempre il momento giusto per prenderne coscienza e decidere il prossimo passo.

SÌ, CONOSCERE IL PROPRIO TALENTO È NECESSARIO

Sembra che non ci sia alcuna controindicazione a scoprire il proprio talento. Il nostro potenziale inespresso ci chiede di essere ascoltato e forse, smettendo per un attimo di focalizzarci sugli eventi esterni, potremo notare ciò che in noi funziona davvero bene e metterlo a frutto.

Appuntamento allora al Salon del 24 ottobre dove per i partecipanti ci sarà l’opportunità di discutere sui talk a cui assistono e di approfittare dei workshop sul tema.

Intervista a cura di Fabiano Braida per TEDx Udine